Prima che sia troppo tardi

renzi-napoleoneMentre la Francia viene scossa dalle proteste di piazza contro la Loi du Travail, mentre l’Austria chiude la frontiera del Brennero e mentre la Grecia torna a chiedere aiuti alla Troika, in Italia il Redde Rationem repubblicano si avvicina a tappe forzate spinto dal “Grande Timoniere” Matteo Renzi.

Dopo la vittoria dell’astensione al referendum sulle trivellazioni in mare, ora l’attenzione passa alle amministrative di Giugno e al vero punto di rottura del referendum confermativo di Ottobre. Nel mezzo, inoltre, c’è pure la raccolta firme per chiedere due referendum abrogativi sull’Italicum. Sarà il combinato disposto di tutti questi passaggi a definire il nostro futuro repubblicano.

Per di più, come segretario del PD, Renzi cercherà sempre più di isolare, emarginare ed escludere il dissenso interno al suo partito facendo sponda con i suoi, più naturali, alleati centristi. Le amministrative di Giugno saranno un test importante per capire gli equilibri di potere interni al PD sui territori, laddove si vota nelle maggiori città italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna) e i candidati sono praticamente tutti pasdaran renziani. Lo scenario in cui i candidati del Premier-Segretario vincessero un po’ ovunque porterebbe necessariamente ad un chiarimento della posizione della minoranza democratica rispetto alla linea di Renzi. E questa resa dei conti partirebbe chiaramente proprio dal referendum di Ottobre sul quale Renzi ha già detto di pretendere compattezza e unità di tutto il PD.

È quindi probabile che ogni singolo esponente democratico verrà chiamato a prendere posizione sul tema e che, in caso di opposizione, verrà messo ai margini dal partito. Sia chiaro: stiamo parlando di prendere posizione su modifiche profonde alla Costituzione, quindi penso pure io che sia necessario che tutti si assumano la propria responsabilità e espongano le proprie opinioni. La differenza starà nel grado di libertà che i democratici sentiranno nel loro cuore di fronte ad una molto probabile fine della loro carriera politica in caso di sostegno al NO.

Certo è che, nel caso tutte queste tessere andassero a posto, il mosaico pensato da Renzi porterebbe già nel 2017 ad una situazione molto favorevole per andare a elezioni anticipate. Nuova Costituzione, nuova legge elettorale, nuovo Senato e Camera composta da elementi molto più fidelizzati al capo sarebbero elementi di sicuro interesse per il Premier. Senza considerare che, una scrematura della minoranza interna al PD, potrebbe pure portare alla vera e propria nascita del tanto aspettato Partito della Nazione.

Tutto questo però possiamo almeno provare a fermarlo. Già adesso, prima che sia troppo tardi!

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