Corto Circuito

c982e862fd7c60fead8f22112b50af09Da circa trent’anni si è andato a consolidare il principio per cui le cose funzionano solo in assenza dello Stato. Dal periodo del duo Reagan-Thatcher in poi anche le forze socialiste europee si sono sempre più fatte attrarre da quel modello liberista, fino ad arrivare a teorizzare, con Blair, la famosa Terza Via, cioè il vero e proprio superamento di ogni obiettivo collettivista della sinistra.

Oggi il PD getta la maschera e dice a chiare lettere che bisogna perseguire il modello americano di flessibilità, in cui si tassa tutto ciò che è immobile e si detassa ciò che è dinamico. Un Mondo in cui tutti diventano imprenditori di sé stessi. Un Mondo dove i servizi sono tutti privatizzabili e vendibili e quindi diventano tutti, senza eccezione, funzione del denaro. Più soldi, migliori servizi. Meno soldi, meno servizi. Istruzione, cultura, sanità, welfare, trasporti. Il contrario dello Stato Sociale di stampo europeo.

Il problema però sta nella testa della gente. Noi europei, e noi italiani specialmente, siamo abituati ad avere uno Stato vicino che ci eroga servizi a basso costo in cambio delle nostre tasse, quindi restiamo spiazzati dalla mancanza di servizi pubblici o dal loro aumento di costo. Anche se magari sono la conseguenza di una diminuzione della pressione fiscale.

L’assurdo si tocca nel fatto che la nostra rabbia e la nostra indignazione viene fatta confluire contro il diverso e lo straniero che ci ruba lavoro e ci passa avanti nelle file per i servizi. In realtà se non avessimo i migranti la nostra situazione sarebbe già collassata sotto il peso delle nostre incongruenze. La nostra popolazione è in continua diminuzione e se non fosse per i flussi migratori la situazione sarebbe ancora più grave. Senza un lavoro fisso gli italiani fanno fatica a decidere di mettere su famiglia, soprattutto perché senza uno stipendio sicuro non si ottengono mutui e prestiti e quindi non si può comprare casa. Come si capisce è un circolo vizioso dovuto al cambiamento di paradigma che ha colpito solo uno degli aspetti della vita di tutti: la flessibilità lavorativa che si è trasformata in una precarietà totale che avvolge tutta la vita di ognuno.

Inutile dunque cercare di trovare soluzioni intermedie alla questione se è proprio il modello a non ammetterle! Le storture non si trovano nel come è applicato il sistema liberista, ma al sistema stesso. Di conseguenza il compito delle forze di sinistra non dovrebbe essere smussare il capitalismo, ma abbatterlo e superarlo! Utopia, direte, ma se non si inizia a pensare modelli alternativi finiremo schiacciati da quello che per molti è già l’inevitabile. Cioè un corto circuito di impoverimento, scollamento sociale, odio e follia.

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