La Banalità della Normalità

tumblr_nkekpscw9k1u56fz7o1_500Quanto è rivoluzionario essere normali eh? In fondo è proprio palloso mettersi sempre a criticare il sistema in cerca di qualcosa di diverso che possa, metti caso, pure migliore. Meglio quindi stare buoni, stare nel nostro piccolo orticello a coltivare le nostre cosette, senza provare mai ad avere slanci che potrebbero rompere gli equilibri costituiti e gettare nel panico la moltitudine delle persone.

Adattarsi a quello che ci sembra essere il modello dominante (egemone, avrebbe detto Gramsci) sembra essere diventato il nuovo “essere rivoluzionario”, anche quando quello stesso modello ci porta a privazioni e sacrifici difficilmente comprensibili, spiegabili e sopportabili. Adattarsi. Una parola che non sento mia; ecco perché proprio non riesco a concepire come la normalità possa essere diventata così sovversiva. Ci si può adattare perché si è d’accordo con quello che c’è (legittimo) o perché si è stanchi di pensare alternative (sempre legittimo, anche se meno condivisibile), ma cercare di vendere questo appiattimento come un gesto di rivolta è disonestà intellettuale.

La normalità è banale e non esce da quel recinto. Altrimenti non è normalità! A tutti piace avere momenti di spensieratezza, di normalità e di leggerezza, ma nessuno dovrebbe raccontarsi cavolate sul fatto che quello sia il vero e unico fronte della rivoluzione. Il sistema del nostro Mondo occidentale ha sradicato ogni opposizione al capitalismo selvaggio, così che il classico modello liberista e consumista non trova più opposizione alcuna né negli ambienti politici né in quelli della gente comune. Tutti viviamo proiettati verso l’obiettivo della ricchezza, del benessere e della scalata sociale, senza considerare “cosa potrebbe essere se…”. 

Siamo diventate bestie del consumo che vivono seguendo il paradigma lavora, spendi e consuma prima di morire e lasciare il testimone. E per fare questo si deve essere normali, banali: assuefatti dalla convinzione che tutta la nostra vita giri intorno a questo sistema. Questo dunque è il nuovo essere rivoluzionario? No grazie, per me il vero pensiero va controcorrente e pensa alternativo.

La rivoluzione non è mai maggioritaria, ma è giusta. La rivoluzione non è mai normale, né banale, ma prende la vita piatta e la stravolge come un macigno in uno stagno tranquillo. Questo è rivoluzionario.

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