Uno su Tre

matteo2brenzi2bche2bfa2bcose2bvita2bsu2bmarte2b05“Vi prego, datemi una mano: se passa il Referendum un politico su tre andrà a casa. Non ci meritiamo il Parlamento più numeroso del Mondo”. Così parlò Matteo Renzi.

Peccato che questa tremenda semplificazione, tagliata con l’accetta, sia una vera e propria presa per i fondelli per tutti gli italiani. Prima di tutto perché di fatto viene posto sul banco un’offerta di baratto tra il numero dei politici (e i loro stipendi s’intende) e la loro funzione all’interno dei processi democratici e repubblicani. Tagliare circa 300 parlamentari dei 945 presenti non sarebbe di per sé un male, ma lo diventa nel momento in cui, grazie ad una legge elettorale ipermaggioritaria, consegnerà circa 350 deputati rimanenti alla lista che vincerà.

Volendo fare i conti a modo: dai 945 attuali (630 deputati e 315 senatori) si passerebbe ad averne 730 (630 + 100, con un taglio netto di uno su cinque per esser pignoli). Di questi però solo i 630 deputati sarebbero eletti direttamente con un premio di maggioranza del 54%, cioè con 340 deputati consegnati alla lista vincente. Siamo davvero sicuri di voler scambiare la nostra prassi democratica con un taglio, più o meno grande, dei parlamentari? Perché di questo stiamo parlando, non di altro.

Avere il Parlamento più numeroso del Mondo e usare tale argomento per chiederne de facto il depontenziamento è un po’ pericoloso se messo in bocca al Presidente del Consiglio, cioè al titolare di un altro dei poteri classici dello Stato: l’esecutivo. Datemi pure un Parlamento di 500 deputati e abolitemi il Senato, ma non toglietemi il rapporto diretto con il mio parlamentare di riferimento! Date più poteri al Governo (anche se mi pare che ne abbia e ne abusi fin troppo!), ma mettete qualche bilanciamento dal lato delle Camere! 

È triste dover cercare appiglio in un costo irrisorio per lo Stato (intorno ai 100 milioni di euro) di fronte alla perdita netta di sovranità, rappresentanza e democrazia che l’impoverimento proposto dalle modifiche costituzionali causerebbe nel nostro assetto parlamentare repubblicano.

Pensate solo che, partendo dai dati delle politiche 2013, con il nuovo assetto avremmo una forza di circa il 25-26% (PD o M5S) che al ballottaggio prende 340 seggi e governa in solitaria. Quindi, prendendo per buono il principio che un politico su tre andrà a casa, resteremo con un Parlamento di “fedeli servitori del capo” in lotta continua per non esser espulsi dal sistema. Meno politici si, ma fedeli al capo e non leali agli elettori!

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