Un Lungo Cammino

la-rivoluzione-di-eugenio-orsoCi attende un lungo cammino per riportare la sinistra nella testa e nel cuore delle persone. Non un compitino da svolgere come passatempo o come dopolavoro, né qualcosa che si consumi totalmente nella formazione di una lista elettorale.

Quello che mi vedo davanti sarà un percorso travagliato, che dovrà esser fatto per prima cosa da una critica forte e sincera di cosa non è funzionato negli ultimi anni e del perché le classiche forze di sinistra non rappresentino più i classici strati di sinistra. Se c’è stato uno scollamento tra i partiti, i sindacati, le associazioni e le categorie e il popolo, e tutti lo giudicano evidente, ma nessuno vuole mettersi in discussione e preferisce scaricare la responsabilità sugli altri, vuol dire che abbiamo un enorme problema da risolvere prima di iniziare.

Abbiamo deciso, con molta subalternità, di appiattirci su un modello economico e sociale che non ci convinceva nella convinzione che solo stando “in maggioranza” si potesse cambiare le cose in meglio, voltando le spalle al nostro popolo e alla sua domanda che arrivava forte alle nostre orecchie sorde. Ci veniva chiesto una rivoluzione e noi proponevamo riforme annacquate dal sapore molto liberista. Convinti di essere paladini indiscutibili dei valori sempiterni di una sinistra morente, non siamo stati capaci di riempire il vaso di nuova linfa e di far rinvigorire la pianta. E adesso improvvisamente ci stupiamo che i giovani votano Movimento 5 Stelle e che i sindacati raccolgono firme invece di bloccare il paese contro il Jobs Act.

Sarà un lungo cammino perché c’è da rimettere in discussione tutto e da rimettersi in gioco tutti su questa battaglia. Sarà un cammino meraviglioso se lo faremo con la voglia di costruire qualcosa di duraturo e non solo con l’obiettivo di arrivare alle prossime elezioni e contarci. Prendiamo le grandi battaglie, scegliamo il campo della nostra lotta e andiamo giù duri. Duri e senza paura.

Oggettiviamo la sinistra dentro a concetti praticiUGUAGLIANZA.

Il resto, scusatemi, verrà da solo a cascata, ma non facciamoci fregare sulle leggi del lavoro, sulla flessibilità, sul mercato finanziario e sugli aiuti alle banche. Il campo di battaglia è sempre quello, l’economia. E noi, oggi come ieri, dobbiamo lottare. Lottare come classe. Oggi e sempre LOTTA DI CLASSE!!!

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