CambiatItalicum

o-italicum-rete-facebookIn effetti mi ero sempre chiesto il motivo per cui la legge elettorale non rientri nelle materie costituzionali e sia quindi modificabile in maniera molto più facile e veloce. È giusto pensare che la legge elettorale debba essere lo specchio della volontà popolare e che debba essere modificabile, anche rapidamente, per andare in contro a cambiamenti repentini della società e delle situazioni politiche. D’altro canto il lato negativo di questa flessibilità sta nella possibilità che la maggioranza del momento provi a modellarsi addosso una nuova legge elettorale.

Il classico esempio di modiche alla legge elettorale per aiutarsi alle urne è il gerrymandering, cioè il ridefinire i confini dei collegi uninominali in base alla distribuzione dei voti. In questo modo si può, parzialmente, creare una distorsione tra i voti e i seggi ricevuti. Altro metodo, molto più nostrano, è quello di riscrivere completamente la legge ogni due o tre legislature. Così solitamente chi sta al Governo pensa di evitare la sconfitta elettorale o, quantomeno, annacquare la vittoria altrui.

Non lo dico per fare polemica, ma non è credibile cambiare legge elettorale ogni poco e soprattutto senza mai trovare una legge in linea con la Costituzione o che sia quantomeno fondata su qualche principio di rappresentanza. Veniamo quindi all’affaire Italicum. Se davvero si pensava che tale legge fosse la migliore per la situazione italiana, allora perché adesso si dovrebbe cambiarla? E se, come invece ho sempre pensato io, tale legge è una cagata pazzesca, perché solo adesso ci si rende conto di ciò? Forse perché qualcuno ha realizzato di aver scritto una legge che potenzialmente avvantaggia più gli altri che sé stesso? E quindi che è diventato necessario cambiare qualcosa per non rischiare di mandare al Governo qualcun altro? Comunque la si voglia girare sembra proprio che l’Italicum sia stato scritto ad uso e consumo della forza di maggioranza attualmente al Governo e che già adesso si sia rivelata una temibile arma puntata alla tempia di Palazzo Chigi.

Meno male che, almeno la legge elettorale non è inserita nella riforma costituzionale, così da poter essere cambiata e, speriamo, migliorata. Ma speriamo anche che questa lezione ci aiuti a capire quanto siano delicati certi equilibri e quali ragioni risiedano dietro ad ogni scelta dei padri costituenti. E speriamo infine che qualcuno la smetta di fare del nostro paese il suo parco giochi, perché è davvero irrispettoso verso tutti questo atteggiamento.

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