Codice Binario

scontro-fra-treni-in-puglia-tragedia-con-oltre-20-morti-e-diversi-feriti-polemica-sul-binario-unicoPer me non sarà mai facile prendere le tragedie e farle diventare, pochi minuti dopo, oggetto della mia riflessione e della mia critica. Ieri, mentre ancora dovevo realizzare di cosa stavamo parlando, già leggevo post e tweet sia di chi era già pronto a scagliarsi contro tutto e tutti sia di chi predicava di essere impotente di fronte alla tragedia successa sul binario unico a Corato.

Come dice il saggio “Conta fino a dieci” mi sono detto e ho lasciato passare un giorno intero per capire meglio e per farmi un’opinione. Perché se è vero che non se ne può più delle iene e degli sciacalli stile Salvini, altrettanto vero è che il finto buonismo di chi coglie ogni occasione per dire solamente cose tipo “Le mie preghiere per voi, non trovo le parole per commentare” lascia veramente il tempo che trova. Cioè, dico, se non volete scrivere niente sul tema, non scrivete proprio! Nel momento in cui scrivete, fatelo in maniera propositiva, contribuite in qualche modo al dibattito!

E dato che l’argomento e la tragedia mi ha toccato davvero visto che salgo sui treni regionali da più di dieci anni più o meno ogni giorno, eccomi qua a scrivere la mia umile e triste riflessione sul tema. Come piace a me, provo ad andare per punti.

  • Il binario unico non è il male assoluto. No, lo dico dopo aver controllato che in molti altri paesi lo mantengono. Lo si trova sui ripidi pendi norvegesi, ma anche nelle desolate (e sconfinate) pianure desertiche americane e australiane. Lo si può ammirare al sud Italia, nei dintorni di Firenze e sulle Alpi. Insomma, non è il singolo binario il problema, quanto il meccanismo di scambio.
  • Appunto al centro della polemica troviamo proprio il meccanismo del blocco telefonico, cioè la prassi di far scambiare i treni previa comunicazione telefonica tra capistazione. Questo, va da sé, riporta il tutto al mero errore umano e quindi, probabilmente, si tradurrà in un’incriminazione (giusta) per chi ha permesso al treno “che non doveva esser lì” di passare a tutta velocità.
  • Tutto qua? Beh, io farei un’ulteriore riflessione sullo stato complessivo del nostro sistema di trasporti pubblici e sugli investimenti che i vari Governi hanno (in continuità) deciso di fare. Come ho già scritto non è solo una questione di binari unici, ma appunto di tecnologia al servizio dell’uomo, di sistemi di sicurezza con più livelli, di treni più moderni e più confortevoli, oltre che di un potenziamento del trasporto “quotidiano” rispetto a quello dell’alta velocità

Insomma, mentre da un lato ci sono le responsabilità dirette e non di questa tragedia, dall’altro c’è da chiedersi come mai non si pensi nemmeno di investire in una messa in sicurezza di tutti i tratti a binario unico della penisola, magari al posto di progetti faraonici come il tunnel TAV fiorentino o quello della Val di Susa. Vedete, alla fine è la politica che compie scelte che magari non ci toccano mai, ma che, sfortunatamente decidono di toccarci nel “modo sbagliato” possono materializzarsi in un treno a tutta velocità in senso opposto che non è stato avvertito da un capostazione distratto. Per questo dobbiamo sempre stare attenti!

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