Là dove tutto iniziò…

g8_genovaNel 2001 avevo 17 anni, facevo la quarta superiore a Pontassieve e non mi ero ancora invischiato nella politica attiva, anche se ero da sempre interessato al Mondo. Quel anno si inizio a parlare del G8 di Genova come uno snodo fondamentale per il nostro futuro, nacque un comitato d’istituto per ritrovarci e per capire bene di cosa si trattasse, poi si inizio a pensare di partecipare alle manifestazioni contro il summit e infine una delegazione partì davvero per Genova. Io però non andai.

Seguì tutto il summit alla TV con apprensione. Quella città blindata, la zona rossa, i manifestanti, i black bloc, le cariche della polizia, i fumogeni. I manganelli. Ogni manganellata che vedevo mi sembrava uscisse dalla televisione e mi arrivasse dritta nelle gambe, nella schiena, in testa. Non riuscivo a capire perché tutta quella violenza. Poi la morte arrivò a Genova. In Piazza Alimonda. E si portò via Carlo Giuliani.

Se lo portò via il carabiniere Placanica che sparò, ma, forse ancora più di lui, se lo portò via tutto l’apparato poliziesco e militare che il Governo Berlusconi mise in piedi per trasformare Genova in una mattanza. Assurdo pensare che quei giorni di Luglio 2001 potessero essere completamente pacifici? Si. Quindi perché scegliere proprio Genova? E perché fare di tutto per cercare, provocare e alimentare lo scontro contro tutto e tutti? Perché dare, come è stato appurato, l’ordine di sparare sui manifestanti? Perché inscenare quell’indegno teatro alla Scuola Diaz se non per spargere sangue e spaccare qualche testa? E poi la caserma di Bolzaneto? E i successivi depistaggi? E tutti quelli che non hanno pagato? 

Dopo Genova qualcosa si era rotto nel nostro paese. Si era capito quanto potesse essere fragile una democrazia e si era visto per la prima volta una sospensione del diritto costituzionale. Siamo stati condannati per torture e maltrattamenti riguardo quei giorni, dobbiamo sempre averlo in mente quando pensiamo a cosa è stato il G8.

Ed io? Io potevo essere lì come tanti altri che conosco. Potevo essere alla Diaz, a Bolzaneto. Potevo essere a prendere le manganellate. Così da lì, in qualche modo, è nato il mio spirito critico e, proprio con la spinta di Genova, ho incanalato tutta la mia passione nella politica attiva. Così che già nel 2002, al Global Forum di Firenze, gli altri mettevano i cecchini sui tetti, mentre noi sfilavamo pacificamente per la città.

Quindi oggi, a 15 anni da quel tragico 20 Luglio 2001, non potevo non scrivere qualcosa su Genova. Città in cui, forse, sarei dovuto andare, ma che rappresenta l’inizio del mio cammino. Tutto lì iniziò. Da quella piazza, da quella scuola, da quella caserma.

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