Il Cinque Dicembre

referendum-535x300Il cinque Dicembre quindi arriveranno le cavallette, si oscurerà la luce, calerà ogni male possibile su questo paese e probabilmente verrà ricordato come la data in cui “tutto cambiò”. Oppure, molto più tranquillamente, il cinque Dicembre sarà il giorno in cui gli italiani capiranno cosa vogliono dal loro futuro. E sia chiaro, dal cinque Dicembre il primo compito di ognuno sarà quello di riconciliarsi con chi, fino al giorno prima, avrà fatto campagna elettorale sul fronte opposto.

Lo scrivo oggi che ufficialmente inizia la campagna elettorale per sgombrare ogni dietrologia pres
ente sul tavolo: il referendum costituzionale è qualcosa di completamente avulso dalla stabilità del Governo e della Maggioranza che lo sostiene. Se qualche legame è stato (volutamente) creato tra questi aspetti è solo responsabilità del Segretario-Premier e del suo entourage, non certo di chi sta ribattendo colpo su colpo entrando sempre nel merito delle questioni.

Il cinque Dicembre nessuno dovrebbe chiedere le dimissioni di Renzi e se qualcuno lo farà, sarà solo perché ha conti da regolare all’interno della “ditta” o dentro a qualche giro di potere. Purtroppo però, va detto, la strada percorsa per arrivare fino a questo referendum è stata talmente improntata sull’azione propulsiva e propositiva del Governo che un voto popolare contrario sarebbe difficilmente gestibile dal punto di vista dell’immagine e dell’opportunità politica. In fondo questa è stata sbandierata come una riforma del Governo, approvata dalla sua maggioranza che, adesso, rischia di trovarsi ad essere minoranza nel paese.

Ma non voglio divagare in queste ipotesi; quello che mi interessa sottolineare è che, che ci piaccia o meno, il cinque Dicembre arriverà e da quel momento dovremmo essere in grado di convivere con il collega d’ufficio, con il compagno di squadra o con l’amico di bevute che avrà votato diversamente da noi. Il cinque Dicembre segnerà l’inizio di un’Italia diversa, comunque vada il voto, ma non dovrà essere il principio di un paese partigiano. La Costituzione è di tutti e, che ci piaccia o meno, dal voto del quattro Dicembre verrà fuori la nostra Costituzione. Di tutti noi!

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