Bivio Sinistro

tumblr_lpy0lviqqk1qlw8ryo1_500_largeLa defenestrazione di Pedro Sanchez da Segretario Generale del PSOE è una pessima notizia per la sinistra europea e per le flebili speranze di rianimare la famiglia del socialismo europeo, ormai completamente in balia dei conservatori e delle loro politiche liberiste. L’esito probabile di questo cambio alla guida dei socialisti spagnoli sarà quello di aprire le porte del governo ai popolari di Rajoy (Governo di minoranza o di larghe intese, vedremo) e di chiudere ogni possibile dialogo con “l’altra sinistra” di Unidos Podemos, cioè la coalizione elettorale tra Izquierda Unida e Podemos. Di fatto una scelta di sistema e non di cambiamento. Una scelta che si andrà a inserire perfettamente con le tante scelte catastrofiche dei socialisti europei negli ultimi 15 anni.

Dicendo questo penso alla SPD che governa con la CDU in Germania da molti anni e che ha perso moltissimi consensi, penso al PASOK greco passato dal governo del paese a meno del 5%, penso al PS francese in grandissima difficoltà con il suo presidente Hollande al minimo storico di consensi e che, nonostante ciò, continua a inseguire le politiche neoliberiste con il Governo di Manuel Valls. Penso anche al Labour Party inglese che nell’era post Blair ha continuamente perso consensi e seggi, è quasi scomparso dalla Scozia e dalle regioni profonde dell’Inghilterra e si è dovuto affidare, con molti tentennamenti, a un vecchio socialista come Corbyn per riemergere dalla palude del New Labour. Proprio quel Corbyn che alla prima difficoltà è stato messo in discussione (come Sanchez), ma che ha lottato per mantenere la leadership e ha messo in luce tutta la distanza tra la base del partito, che lo ha rieletto leader, e la dirigenza, che lo aveva sfiduciato. E penso infine ai tanti governi nazionali in cui i socialisti hanno preferito le coalizioni con i liberali o con i conservatori piuttosto che cercare una soluzione più radicale affacciata a sinistra, come invece è successo in Portogallo dove i socialisti hanno preferito la strada difficile del governo di minoranza con comunisti e verdi alla grande coalizione.

E dopo tutto questo pensare mi chiedo “Qual è quindi il futuro del socialismo in Europa?”

Continuerà ad essere ancora il fedele cane da compagnia di conservatori e liberisti o tornerà a ricoprire il suo ruolo di forza motrice del cambiamento? Cambiamento che non deve essere il “cambiare per cambiare”, ma che dovrebbe rimettere al centro quelle real issues di cui un altro “vecchietto” come Bernie Sanders ha ampiamente parlato nella sua campagna per le primarie democratiche negli USA.

A vedere l’andazzo generale però non c’è molto da essere ottimisti visto che il PSE, i partiti membri e i loro iscritti sono sempre più lontani e distaccati dalla realtà e sempre più chiusi in torri d’avorio dove lottano per la sopravvivenza di un simbolo o di una rappresentanza politica ormai persa nei paesi reali. I partiti socialisti erano i partiti dei lavoratori del XX secolo, i partiti delle fabbriche e della produzione industriale, ma oggi, con la società atomizzata e interconnessa, dove ognuno viene convinto ad essere l’imprenditore di sé stesso, chi rappresenta cosa? Non è forse questo enorme disorientamento ideologico ad aver portato a deragliare i socialisti? A pensare che in fondo il libero mercato non fosse tanto male e che lo stato sociale potesse essere messo a disposizione dei privati? Poi ci sono i populismi con le loro soluzioni tascabili pronte all’uso: risposte facili a domande complicatissime, ma che l’uomo velocitus trova più che soddisfacenti in questi tempi di scarso impegno e tempi rubati alla produttività. Ecco dunque che, come  risultato finale, si può tranquillamente dire che sia stata tutta questa deriva ad aver fatto dimenticare le tre parole d’ordine del socialismo: uguaglianza, solidarietà e umanità.

I partiti socialisti sono diventati grumi di dirigenti carrieristi e quindi vanno asportati, fatti seccare e gettati via (che è quello che succede, visti i risultati elettorali!); non possiamo pensare che basti il nome a salvare una storia gloriosa. La politica si fa day per day e non con le etichette e i simboli, dobbiamo essere capaci di declinare i nostri valori nel nostro Mondo e in questo il socialismo europeo ha fallito e sta continuando a fallire miseramente. Ma come la fenice che risorge dalle sue ceneri, la sinistra non morirà mai e prenderà nuove forme per continuare a lottare per i suoi valori fondamentali. Primo su tutti l’uguaglianza.

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