Piazza e Popolo

small_161029-182718_to291016pol_74-990x670Prima di questo mese di fuoco mi sono concesso un piccolo break in quella meravigliosa città scandinava di Stoccolma, ma, ahimé, l’attualità e la cronaca italiane mi hanno seguito fino in Svezia con tutto ciò che ne consegue.

Ho visto e letto dell’ennesima tragedia provocata dal terremoto e dal nostro scarso impegno per una progettazione e una cura attenta dei nostri piccoli paesi e dei nostri edifici, ho letto delle polemiche sulla legge di bilancio e, dulcis in fundo, sulla manifestazione del PD in Piazza del Popolo e della sua “scarsa partecipazione”.

Ho letto decine e decine di post, commenti e tweet gongolanti e trionfanti sul fatto che il Premier-Segretario non fosse riuscito a riempire la piazza neppure mettendo in moto la famosa macchina della ditta. Tutti a citare riferimenti di piazze stracolme di dieci, venti o cinquanta anni fa, ma nessuno che abbia realizzato che in realtà a Renzi non importi niente di quelli andati a Roma, ma che sia interessato a quelli disinteressati e non appassionati. Quello è il suo target. Il suo obiettivo.

Provo a spiegarmi meglio. Matteo Renzi non cerca un popolo che lo sostenga, ma vuole una folla adorante di fronte alle sue vuote promesse. La piazze piene di Berlinguer erano piazze riempite da persone con una precisa volontà comune, le piazze vuote di oggi sono piazze dove è proprio la volontà comune a mancare. L’intera campagna per il SI è incentrata sul concetto di “cambiare per cambiare” che viene dipinto come ciò che manca all’Italia, ma in questo cambiamento necessario è evidente che ognuno potrebbe vederci quel che vuole, quindi l’unico modo per compattare il fronte è non dare modo alle voci discordanti di emergere. In fondo ci viene proposto un semplice quesito: SI o NO. Senza possibili escamotage.

Ecco il motivo per cui sempre meno persone si iscrivono ai partiti, sentono la politica come qualcosa di “loro” e, di conseguenza, vanno in piazza a sostegno dei loro leader. L’impegno in prima persona viene sempre più messo da parte di fronte ad un approccio più da supermarket in cui scegliere l’offerta migliore direttamente da casa. Questo è l’ecosistema ideale di Renzi. Il suo ideale di partito è quello che discute il meno possibile e agisce solo ed esclusivamente da tramite tra l’apice e la base. Lo stesso modello che vorrebbe esportare nella Costituzione.

Le piazze vuote per cui festeggiamo sono il contraltare della bassa affluenza elettorale. Poca partecipazione e molto disinteresse sono causa del qualunquismo del quale di nutrono a loro volta. Avere una piccola piazza acclamante e poi riuscire con pochi voti fidelizzati a governare il paese è un modello molto pericoloso. Per questo dobbiamo fermare questo tentativo! Senza stare a festeggiare se in Piazza del Popolo ci va poca gente. Perché è proprio quello che Renzi vuole!

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