British Humour

92233191_mediaitem92233190Si sapeva fin dal principio che il Referendum sulla Brexit era “solo” consultivo e che il voto finale sarebbe stato di competenza strettamente parlamentare, ma la decisione di oggi dell’Alta Corte di Giustizia di Londra di ribadire questo concetto in seguito ad una richiesta esplicita anti-Brexit butta ancora più scompiglio sull’isola di Albione.

I fatti. Gli inglesi (anzi i britannici) hanno votato per il leave e questo ha causato una cascata di eventi tra cui le dimissioni di Cameron e la nomina di Theresa May al n.10 di Downing St. Il nuovo Gabinetto di sua Maestà ha poi stabilito una road map verso la richiesta di uscita dall’UE attraverso il famoso articolo 50 del Trattato di Lisbona, ma senza mai passare da un voto a Westminster. Ecco quindi che la falla lasciata aperta tra il voto popolare consultivo e quello parlamentare vincolante è diventato un terreno fertile per i tanti esponenti del remain.

Considerazioni. Il Regno Unito sta veramente rischiando il tutto per tutto in questa delicatissima partita; sul fronte interno deve trattenere le tentazioni indipendentiste ed europeiste degli scozzesi e dei nord-irlandesi, mentre sul fronte globale deve riuscire a uscire dall’UE senza uscirne davvero. Il tutto cercando di non disperdere quel suo, ormai storico, senso dello stato parlamentare da cui tutti noi, in qualche modo, dipendiamo. Quello che sta attualmente succedendo infatti è paradossale: tutti i dirigenti e i politici sanno che lasciare seriamente l’UE sarebbe un disastro, ma nessuno può o vuole prendere l’iniziativa politica di bloccare la Brexit in Parlamento. Lo stesso Corbyn ha già dichiarato che non si opporrà al leave. E la ragione è facile da intuire: un referendum è un voto popolare e nella visione moderna della democrazia va rispettato a prescindere dalle conseguenze. Anche se è il frutto di slogan qualunquistici, populistici o semplicemente falsi.

Conclusioni. Il Regno Unito oggi si trova a dover scegliere tra un ribaltamento della volontà popolare, attraverso il vero strumento della sua democrazia (il Parlamento), che riporti tutto alla normalità, ma che possa esser visto come un colpo di Stato, e un assecondare il populismo che conduca il paese nel baratro e riduca anche il Parlamento ad un mero organo “passacarte” del Governo e della democrazia diretta. 

Molto, tristemente, britannicamente, paradossale.

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