Ma chi se ne frega di Gentiloni!

small_161212-212804_to121216pol_603-990x660Non è facile capire che una vittoria parziale non comporta necessariamente quella complessiva, così come non è detto che vincere una battaglia significhi inevitabilmente la vittoria nella guerra. E così dopo il grande sollievo della vittoria del NO al Referendum ci troviamo, paradossalmente, a dover difendere certe scelte che (in parte) sono scritte proprio nella Costituzione che abbiamo salvato.

Renzi, continuando nel filone del vittimismo-personalismo, si è dimesso e dopo pochi giorni è nato il Governo Gentiloni con tutti i ministri più importanti rimasti al loro posto o al massimo spostati di ufficio (come Alfano passato dagli Interni agli Esteri). Uno di quei governi che nella Prima Repubblica avrebbero chiamato Governo Fotocopia, ma che, visti i tempi che corrono, è stato ribattezzato avatar o drone. È chiaro infatti che Gentiloni e l’intera compagine PD non sarà per niente autonoma dall’ingombrante ombra dell’ex Presidente e attuale segretario del partito. L’obiettivo è evidente: concentrarsi sulla “pulizia interna” del partito attraverso un congresso, riprendere le redini in maniera salda e decisa per arrivare alle elezioni come candidato di tutto il PD. Il tutto mentre il Governo Gentiloni continua a lavorare come faceva quello Renzi e, magari, lavora pure per una nuova legge elettorale.

Questo nel campo del PD. Adesso passiamo a noi.

Noi che abbiamo votato NO e che abbiamo difeso la Costituzione dallo scempio tentato da Renzi e dai suoi compagni di sventura, abbiamo difeso anche il procedimento che porta alla nomina del Presidente del Consiglio (art.92) e dei ministri da parte del Presidente della Repubblica. Noi che abbiamo votato per fermare la deriva antiparlamentare dobbiamo sapere bene che la nostra Repubblica Parlamentare deve riportare il suo fulcro nelle aule di Camera e di Senato e non a Palazzo Chigi o nei siti web di chicchessia. Noi dobbiamo ammettere che oltre Renzi ci poteva essere solo un governo sostenuto dal PD e non possiamo scandalizzarci se i dem hanno deciso di sfruttare la situazione in questo modo. Si chiama tattica politica

Noi dobbiamo fare altro. Dobbiamo creare un progetto di società e di politica diverso che riesca a parlare alle persone, a tutti quelli che hanno votato NO per il netto rifiuto delle politiche del Governo Renzi (dal Jobs Act alla Buona Scuola, dallo Sblocca Italia alle Grandi Opere). Solo ripartendo dal basso, da questi temi riusciremo a riportare le persone a votare quando ci saranno le politiche. Altrimenti questa fiammata di entusiasmo passerà e niente resterà se non l’ennesimo Governo a trazione PD “non eletto da nessuno”.

P.S. Sono ironico eh…

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