A ruota libera

Devo confessare che non avrei pensato di aver così tante cose di cui scrivere a una settimana dalla ritirata strategica di Renzi dal Governo. E invece sta succedendo di tutto!

  • Italia AD 1992: Il Sindaco di Milano si autosospende (cosa che meriterebbe un approfondimento giuridico-linguistico) per essere indagato sull’appalto più importante di Expo2015. Quello di Roma non riesce a trovare pace per il continuo susseguirsi di dimissioni, arresti e grane di vario tipo che investono la sua giunta. Il casino regna sovrano sotto il cielo del bel paese e non si capisce più chi deve fare cosa per fermare una deriva che travolge chi voleva travolgere tutti e non risolve nessuno dei problemi che avrebbe dovuto affrontare! Se, come ormai è prassi del nostro stile, essere indagato corrisponde a una sentenza definitiva, allora ci stiamo consegnando mani e piedi ai giudici. E se questa è la nostra idea di politica, devo dire che è una non-idea di politica. Ci costringiamo a scegliere tra onestà e competenza (altro esempio del “non c’è alternativa”), senza considerare che si può essere contemporaneamente sia onesti che competenti o, al peggio, disonesti e incompetenti!
  • Quale Sinistra? Altro tema scottante in Italia è il futuro del PD e dello schieramento di centro-sinistra. Assodato che il Governo Gentiloni sia un esecutivo-ponte che serva per gestire l’ordinaria amministrazione, accompagnare la scrittura della nuova legge elettorale e poco più, il focus della politica interna si è spostato sul prossimo congresso PD e sui movimenti alla sua sinistra. Sul primo tema faccio una mia previsione di massima: Renzi asfalta tutti, si prende il partito e vince la partita con un triplo 6-0. Ciao minoranza e ciao ogni “Speranza” (ogni gioco di parole è voluto!). Il secondo punto invece è molto interessante e vede, al solito, una serie di intrecci tattici da perderci il capo per notti e notti. Unire la sinistra fuori dal PD per poi allearsi con esso (Pisapia) o unirla al di fuori di esso per essere alternativi? Questo il grande dilemma! La vera risposta alla questione la si trova già nei fatti; il Governo Renzi, nei suoi mille giorni, ha indirizzato la politica del PD in una direzione ben precisa, una direzione che non ci piace (a nessuno, dalla minoranza interna a Rifondazione, da noi di Possibile fino a Sinistra Italiana). Quindi?!? Quindi iniziamo a parlare dei temi concreti e smettiamola di essere più tattici di Von Clausewitz. Diamo subito la nostra proposta alternativa sul lavoro, sulle migrazioni, sulla scuola e la ricerca, sulle grandi opere, sull’ambiente e l’energia, sull’Europa e su tutto ciò che vogliamo. Ma smettiamola di basare le nostre scelte solo sulla prospettiva elettorale e sullo spauracchio di non rientrare in Parlamento. 
  • Lauree, diplomi e dintorni: Fa scandalo che la neo-ministra dell’istruzione Valeria Fedeli non sia laureata e (pare) nemmeno diplomata. La mia modesta interpretazione è un po’ diversa: un ministro non deve essere necessariamente laureato in quella o in quella materia, deve saper guidare una macchina complessa piena di dirigenti teoricamente competenti in quella materia. Il problema della Fedeli è che entra in un dicastero molto delicato, lasciato in rovina dalla gestione degli ultimi ministri (colpo di grazia la buona scuola della Giannini), con poco tempo per fare qualsiasi cosa. Probabilmente il suo lavoro finirà ancora prima che riesca a capire da dove si entra e si esce, quindi diciamo che il titolo di studio è l’ultimo dei suoi problemi!
  • Aleppo: Nel 1995 avevo 11 anni e non mi resi conto della portata di quello che stava avvenendo nei Balcani, quando le truppe serbo-bosniache uccisero migliaia di civili bosniaci musulmani all’interno della vasta operazione di pulizia etnica che stavano portando avanti. Non mi capacitai della portata, ma afferrai intuitivamente la malvagità e la cattiveria di quel momento. Un genocidio. Oggi, nel 2016, siamo di fronte ad una situazione simile in Siria dove una città è stretta d’assedio e intrappolata tra due schieramenti disposti a tutto pur di marciare trionfalmente sulle rovine e sui cadaveri. Aleppo era una città ribelle, ma l’appoggio turco e russo al regime di Assad ha riportato l’esercito in città e i combattimenti casa per casa, uniti con i bombardamenti a tappeto, non lasciano tregua ai civili e non danno modo di fuggire dalla città o di portare aiuti umanitari. Aleppo oggi è una tomba che aspetta di essere chiusa. Siamo tutti responsabili. Siamo tutti conniventi come fu con Srebrenica. Pensiamoci mentre giriamo per i negozi a cerca di regali, mentre ceniamo con gli amici, mentre facciamo le cose normali di ogni giorno. E anche quando qualcuno ci dice che i migranti bisogna aiutarli a casa loro. Ecco. Fategli vedere questo video.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...