Un Nuovo Anno per Sperare

capodanno-5Lo ammetto. Il 31 Dicembre ho postato il pensiero di Gramsci sul Capodanno e poi sono andato comunque a fare il cenone e a divertirmi. Ma questo non cambia la sostanza: odio il Capodanno e niente potrà farmi cambiare idea!

Il fare buoni propositi per l’anno che inizia, il fare consuntivi e preventivi tra cosa si poteva o doveva fare e cosa invece si potrà e dovrà fare e il confrontarsi con un tempo che stabiliamo non scorrere fluido e continuo, ma saltare di anno in anno con strappi e con salti non è il mio forte e, semplicemente, non mi rappresenta. Però oggi è il 2 Gennaio e vorrei soffermarmi su alcuni punti che spero poter veder risolti nell’anno che inizia.

Mi sono detto di provare a leggere di più (soprattutto letteratura), di buttar giù qualche chilo, di cercare di focalizzare meglio le mie energie invece di disperderle in mille rivoli e di scrivere di più per me stesso che non per gli altri. Più diario e meno blog quindi. E questo solo per quanto riguarda le mie intenzioni personali.

Sul piano sociale e politico credo che il 2017 rappresenterà un banco di prova decisivo per il sistema liberista occidentale e, di conseguenza, un’ottima occasione per chi vuole proporre un’alternativa di sinistra. Il progressivo deterioramento delle condizioni di vita in molti paesi e l’aumento della disuguaglianza sociale e di reddito all’interno degli stessi paesi ricchi sta minando dalle fondamenta l’impianto liberista e creando le condizioni per una vera riscossa di “chi sta peggio” a patto che questa energia trovi un canale in cui convogliarsi positivamente e che non venga riversata, come invece sta succedendo, verso “chi sta ancora peggio”.

La lezione che mi porterò dietro del 2016 è la imprevedibilità del voto popolare di fronte alla frase “Non ci sono alternative” e la stupida, miope e insensibile analisi fatta dopo il referendum sulla Brexit, le elezioni americane e il referendum italiano secondo cui la colpa sta nell’ignoranza delle persone e non nell’erroneità delle politiche che erano proposte come alternativa.

“Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo.”

Questo diceva Gramsci. E per questo dico che non dobbiamo (in nessun campo) lasciare che passino 365 giorni prima di fare bilanci o tirare le somme. Da oggi, giorno dopo giorno, si va avanti e si lotta. Un passo alla volta!

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