Tra Bufale e Garanzie

182424436-038c1a64-7ad1-47e1-a723-c9b3fcaab502In attesa di un qualche sommovimento tellurico che ci indichi cosa succederà nei prossimi mesi (l’11 Gennaio la Corte Costituzionale di pronuncerà sui referendum della CGIL e il 24 sulla costituzionalità dell’Italicum) il Mondo politico italiano viene tenuto sulle spine da due argomenti: la lotta alle bufale e il regolamento per gli eletti indagati del M5S.

Sulle bufale ci sono principalmente due posizioni: chi propone di certificare la verità e chi invece suggerisce di non intervenire sul tema. I primi vorrebbero distinguere tra le notizie vere e quelle false, mentre i secondi sostengono che un “bollino di qualità” significherebbe una censura e quindi una limitazione della libertà di parola. Io credo che la lotta contro la disinformazione passi da altri canali che non siano quelli di un orwelliano Ministero della Verità, ma che, ad esempio, vedano più incontri pubblici e più confronti tra le varie posizioni. Il problema è che di fronte ad una certificazione ufficiale si potrebbe aprire la strada ad una non ufficiale che contraddica la prima, senza che il problema si risolva!

L’altro tema di attualità è la proposta di Grillo di introdurre un regolamento per gli eletti del Movimento 5 Stelle in cui l’avviso di garanzia non sarà più automaticamente legato ad un’espulsione dal Movimento stesso. Due questioni sorgono di fronte a ciò: come può un Movimento che è nato sull’onda del sentimento più manettaro che esista, tornare ad essere garantista e sopravvivere e, soprattutto, chi sarà il giudice che valuterà la gravità delle accuse per gli eletti e quindi la pena interna da infliggere? Se della prima domanda poco me ne frega, anche perché penso di conoscere la risposta (saranno garantisti con i loro e manettari con gli altri!), sulla seconda ho qualche paura in più! Ho come la sensazione che tutto il potere vivo del Movimento stia tornando in capo a Grillo e che lui, solo lui e nientemeno che lui sarà il garante dei candidati, il giudice degli avvisi di garanzia e quello delle pene da comminare a chi verrà ritenuto colpevole. 

Ora, unendo questi due temi e supponendo che si vada verso un sistema elettorale proporzionale che tenda a rendere il M5S una forza politica tanto grande quando non conciliabile con il Governo, risulta abbastanza chiaro che Grillo voglia in ogni modo differenziarsi da tutto il resto della politica italiana e, per farlo, debba avere un popolo pronto a seguirlo in ogni crociata si voglia lanciare: dai vaccini ai migranti, dalle sciee chimiche al reddito di cittadinanza. E per questo obiettivo gli eletti che amministrano (magari anche bene) possono addirittura essere deleteri per lo scopo finale del Movimento. Ecco quindi il Movimento 2.0 fatto di bufale, tribunali anti-notizie false, garantimo ad personam e decisionismo individuale.

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