Cambio Sequenziale

400px-supranational_european_bodies-en-svgNelle ultime ore mi fa un po’ sorridere il ritorno dei profeti de L’Europa a Due Velocità: quelli cioè che vedono nello spacchettamento in tanti menù à la carte dell’integrazione europea (da potersi comporre a seconda dei vari interessi nazionali) un modo, se non l’unico, per poter salvaguardare proprio il sogno dell’Unione Europea. Che proprio tra un mese e spiccioli spegnerà le sue prime 60 candeline.

La sorpresa stavolta però sta nella presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel alla testa di quelli che propongono (un po’ alla “io la butto là”) regole diverse per stati diversi. Peccato che tutti questi signori e signore, prima tra tutti la citata Angela, conoscano perfettamente la fitta rete di trattati, regole, concili, tavoli, consigli e commissioni in cui ogni paese ha avuto la possibilità di entrare o meno. Basta guardare la figura per notare che esistono gruppi di stati per ogni evenienza: dentro, fuori e a cavallo dell’UE.

Non c’è dubbio che le materie più famose e più delicate siano la zona Schengen e la zona Euro, ma anche tutti i vari accordi commerciali, lo spazio di libero scambio e lo stesso ampio Consiglio d’Europa rappresentano tanti gradi di impegno in una direzione comune. Quindi, alla luce di questa verità, che senso ha parlare di Europa a due velocità?

Il senso, purtroppo, è solamente quello di inseguire i movimenti populisti nel momento in cui le elezioni si avvicinano. Non è un caso che la stessa Merkel abbia cambiato idea su questo punto ora che si sta per votare in Germania. O che, magari, qualche francese pensi alla stessa cosa per inventarsi soluzioni estemporanee per inseguire Marine Le Pen.

Ma ha davvero senso proseguire lo spezzettamento di quella figura? O non sarebbe più utile e produttivo cercare come unire quei sottoinsiemi, integrando meglio i vari gruppi di stati, cercando di renderci omogenei e finalmente un comunità unica e solidale? Perché pensare alle due velocità, quando poi qualcuno penserà alle tre, alle quattro o ad un intero cambio sequenziale?

Poco da fare: l’Europa ha davanti scelte molto difficili, ma se non si decide (una volta per sempre) che, citando Lost“si vive insieme e si muore da soli”, il destino è segnato e quello che è il sessantesimo compleanno potrebbe trasformarsi nel suo mestissimo funerale.

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