La sinistra è morta. Viva la sinistra!

sinistra-2Questo dovrebbe essere un titolo serio per analizzare quello che sta succedendo (non da oggi) in giro per l’Europa e il Mondo negli ultimi anni. La sinistra, quella che per molti “è l’unica possibile” e anche l’unica che fisicamente riescono a immaginare non è più una forza egemone, né culturalmente, né tanto meno politicamente.

La crisi della sinistra, intesa ancora una volta solo e solamente come sinistra socialista o socialdemocratica, si trascina da anni se non decenni e ha il suo seme principale nell’aver rinunciato a elaborare una sua visione del Mondo per aderire a quella del liberismo finanziario e del conservatorismo economico.

Così è nata la Terza Via e, come conseguenza, la contrapposizione tra la sinistra radicale o residuale e quella dei vari Blair, Clinton o Schröder. Da un lato si è creata una sinistra che cercava di conciliare i dogmi liberisti con qualche piccolo intervento sociale, mentre dall’altro si compattava l’idea che quella “non fosse sinistra” e che bisognasse perciò tornare alle origini.

Dopo una ventina d’anni le forze della sinistra discepole della Terza Via sono chiaramente state svergognate sia come risultati politici sia come collocazione politica, mentre chi ha fatto il giapponese nella jungla è rimasto duro e puro, senza però aver capito un granché delle sfide che si sono palesate e che arriveranno nel prossimo futuro.

La sinistra, quella socialista e comunista del XX secolo, è morta! Morta sotto la propria incapacità di ripensarsi in maniera dialettica di fronte al Mondo che cambiava! Ha preferito diventare una succursale delle forze liberiste da un lato o restare un residuo di una filosofia fuori dal tempo, invece di rimettere tutto in discussione e rinascere sotto nuove forme.

Ma la sinistra oggi dimostra di non essere morta! E di avere la capacità di intravedere la speranza all’orizzonte. Lo si vede quando i GroenLinks di Jesse Klaver prendono tanti voti in Olanda, quando in Portogallo il Partito Socialista, il Bloco de Esquerda e il Partito Comunista riescono a convergere su un programma di governo, quando negli USA emerge una figura come Bernie Sanders, quando il Labour Party, incubatore della dottrina della terza via, elegge come leader Jeremy Corbyn, quando il Partito socialista francese (in fase di collasso) sceglie comunque come candidato presidente un esponente di sinistra come Hamon.

Lo dico con molta speranza, ma anche con tanto timore: la strada non è facile. Nessuno di questi soggetti politici oggi è maggioritario e solo in Portogallo la formula della Sinistra Unita (La Geringonça) riesce a governare. Il punto però è un altro: l’aver piantato il seme della discussione su temi specifici e con un approccio completamente diverso non potrà, spero, che portare nel lungo periodo alla rinascita di una vera e propria egemonia culturale e politica delle idee della sinistra.

Arriverà il giorno in cui smetteremo di pensare a cosa votiamo “contro” e inizieremo a cosa, invece, vogliamo dal nostro paese, dalla nostra comunità e dai nostri politici. Quello sarà il momento in cui, rimettendo al centro la Politica, scopriremo che la sinistra, morta e sepolta, vive e lotta accanto a noi!

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