Two Faces

SchizofreniaIn politica un partito o un governo solitamente hanno dei punti di programma che lo caratterizzano e che ne rappresentano l’anima e il “motore”. Questo è valido un po’ ovunque nel Mondo ed è sulla dialettica delle posizioni che si dovrebbe basare quello che solitamente chiamiamo democrazia.

Dico questo perché l’idea di abolire i voucher, a circa due mesi da un referendum molto pericoloso per il Governo e per i partiti che lo sostengono, ha quel sapore della vittoria amara. Parlo di vittoria perché è evidente che i voucher sono diventati uno strumento demoniaco nel mondo del lavoro e dico amara perché tra la jungla selvaggia e l’abolizione completa non è stata considerata nessuna alternativa intermedia quando era il momento.

Inoltre il mio pensiero va alla politica che, per l’ennesima volta in questa legislatura, si avvita su se stessa in una fuga dalla realtà che assomiglia sempre più a un romanzo di Jules Verne. Il Governo in carica è composto grossomodo dagli stessi elementi di quello guidato da Matteo Renzi, è sostenuto più o meno dalla stessa maggioranza e si fonda sempre sugli stessi elementi teorici, ma cerca di vendersi all’esterno come il riparatore dei danni causati da qualche entità esterna e ignota che negli ultimi anni è passata dall’Italia.

Si parla di voucher, ma pensiamo anche al pacchetto Minniti-Orlando su sicurezza e gestione dei flussi migratori. Un pacchetto osannato dalla Lega Nord che porta la firma di quel ministro della giustizia che propone una grande manifestazione per l’accoglienza dei migranti in “stile Barcelona”. Tutto e il contrario di tutto. Senza vergogna. Mai.

Ma torniamo ai voucher. Non li ha creati Renzi, né Poletti. È vero. Loro li hanno portati ad un livello di utilizzo da servitù della gleba. E li hanno incensati urbi et orbi come strumento per far emergere il lavoro nero. Erano sicuri del fatto loro, spavaldi e baldanzosi che dopo il trionfo del 4 Dicembre niente li avrebbe fermati. E invece ecco il brusco risveglio, le dimissioni, il “finto” cambio di Governo e il breve periodo di redenzione renziana. Adesso, che sono tornati i toni accesi, anche per il congresso PD in vista e la scissione in atto, la paura è rimasta ed è palpabile. Ed è proprio la paura di un’altra batosta elettorale che ha rimesso tutto in gioco. Voucher in testa.

Sono gli stessi che facevano di questi strumenti il bene assoluto ad averli completamente tolti dalla discussione, riportando il tutto ad una situazione molto precedente agli ultimi anni. Ma di questo poco importa, perché l’idea che la politica dei voucher fosse il “core” economico della dottrina PD in tema lavoro è stata superata, sepolta, accantonata. Non per una presa d’atto o per una sana discussione, ma solo per tanta tanta paura.

È questa la politica che intendiamo? Una politica della convenienza e della doppia faccia?

Pensateci la prossima volta che il PD proporrà qualcosa; magari l’idea vi piace anche, ma ricordate che loro non ci metterebbero molto a svenderla per pochi voti o per evitare un’umiliazione alle urne.

Ricordatelo.

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