La Palude

paludeIl Mondo, si sa, è un posto molto strano. Un posto in cui non esistono certezze eterne né dogmi di fede visibili e dimostrabili. Un luogo dove ciò che è vero oggi può diventare una fesseria domani e tornare ad essere creduto imprescindibile tra un mese.

Se la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda aveva spinto qualcuno addirittura a parlare di “Fine della Storia”, oggi possiamo dire, senza timore di essere smentiti, quanto questa idea sia lontana dalla realtà. Una sola cosa, più o meno, si è avverata: il dominio incontrastato del liberismo capitalistico e finanziario non ha trovato più argini.

Il Mondo monopolare, gestito dagli USA e dai suoi alleati, indirizzato verso un futuro di libertà, democrazia e progresso si è rivelato essere un Mondo multipolare in cui ognuno cerca di ritagliarsi i propri orticelli e difendere i propri interessi. La democrazia non è arrivata molto lontano e anzi sta regredendo in paesi che ormai consideravamo parte integrante del “Mondo Occidentale” come l’Ungheria e la Turchia. La Libertà, nelle sue tante forme, non ha avuto sorte molto migliore viste le tante guerre, gli omicidi politici, l’uso della tortura nella lotta al terrorismo e le tante situazioni in cui ci siamo detti pronti a “rinunciare a un po’ di libertà per avere più sicurezza”. Infine c’è il progresso. Progresso, che ci ostiniamo a misurare con il PIL, che si è scontrato con la dura verità nel 2008, allo scoppio della più grande crisi economica dal 1929.

Ma niente è cambiato. Abbiamo solo continuato a pensare seguendo gli stessi paradigmi, aspettando che quel dannato PIL tornasse positivo e che gli altri indicatori macroeconomici ci dicessero “Ecco la ripresa!”. Nonostante i problemi quotidiani, i diritti sempre minori, la questione climatica, quella migratoria, la deriva populista di molti paesi, la xenofobia e l’omofobia, nonostante il rischio di una III Guerra Mondiale e nonostante la materializzazione di tanti scenari negativi (vedi Brexit, Trump, Erdogan).

C’è bisogno, tanto bisogno, di ricollegarsi al Mondo intero e di farlo attraverso la Politica e la cultura. Attraverso un grande progetto di vita, un cammino filosofico che ci mostri quanto ci siamo abituati al “non-pensiero”. C’è bisogno di critica e di alternativa, di proposta e di energia. Altrimenti, con i vecchi schemi non si esce da questa palude!

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