Cinquanta sfumature di Destra

what-is-meant-by-ethical-dilemma_0d31d210-d0c6-480c-9ab3-183b47915928Migranti, diritto alla cittadinanza, diritti civili, legalizzazione della cannabis, leggi ipersecurtarie, manovre liberiste e sbilanciate verso l’economia di mercato, la grande finanza e la speculazione, vendita di armi a regimi poco limpidi e collaborazione con paesi “poco rispettosi” dei diritti umani, svalutazione del lavoro e nessun investimento sulla ricerca, sull’istruzione e sulla formazione giovanile, tagli lineari a tutto il sistema di welfare pubblico con contestuale omaggio all’efficienza del privato e della concorrenza e spinta verso il cesarismo.

Questa è la somma dell’Italia di oggi. Questi i temi che sentiamo quotidianamente affrontare dalle principali formazioni politiche e sui quali le stesse cercano disperatamente di trovare un qualcosa che le differenzi l’una dall’altra. Se chi governa approva la precarizzazione del lavoro, qualcuno dovrà dire che si è fatto troppo poco e qualcun altro che si è superato il limite; se si salvano migranti disperati in mare, allora ci si accusa di essere responsabili dell’invasione (che non c’è) o di non fare poi cosi tanto per evitare questi viaggi della morte; se si cerca una quadra all’impossibile rompicapo della legge istituzionale si finisce con il perdersi tra privilegi, vantaggi e svantaggi di chi perderà seggi e chi, al contrario li guadagnerà.

Eppure c’è un filo che unisce tutto e tutti: PD, Forza Italia, centristi di varia forma e misura, Lega e M5S stanno sempre più scivolando nel pozzo nero della destra. E pensare che nella prima versione del parlamento padano (lo scrivo minuscolo perché….beh, fate voi!) Salvini era rappresentante dei comunisti padani. Ognuna di queste fette di politica italiana prova a porsi “più a destra” degli altri su uno degli argomenti: come se stessimo in un sistema cartesiano multivariabile in cui però i quadranti dei valori della sinistra non vengono proprio presi in considerazione!

Che si parli di economia, fenomeni migratori, sicurezza, cultura, istruzione, ricerca o qualsiasi altra cosa c’è sempre una guerra alla meno su chi si espone meno sul precipizio della sinistra. Il tutto producendo un grande e confusionario pot-pourri in cui, però, ogni posizione non è che una sfumatura di destra.

Dobbiamo partire da questa analisi per riuscire a imporre un colore diverso! Dobbiamo riuscire a non aver paura di dire che non basta scolorire un po’ il nero per cambiare, ma anzi dobbiamo avere il coraggio di prendere ciò che non vogliamo e gettarlo dalla finestra per sostituirlo con quello in cui crediamo davvero! È arrivato il momento di smettere di raccontarci che “si vince a destra” o che “destra e sinistra non esistono”, perché non è vero né l’una né l’altra: si vince a sinistra, solo e soltanto se la sinistra è viva, splendente e forte.

Altrimenti si riduce, nuovamente, ad essere un’altra triste e desolante sfumatura della destra.

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