Biosketch

berlino_27-290615_0283Sono nato nel 1984 (anno da associare al Grande Fratello di Orwell) a pochi passi da Firenze e sono cresciuto tra i nonni e miei genitori in quel di Rignano sull’Arno che diverrà (ahimé) molto famoso.

Frequento il Liceo Balducci di Pontassieve dove inizio ad appassionarmi all’impegno politico e sociale attraverso varie attività, mi diplomo con il massimo e poi mi butto sulla chimica farmaceutica. Così, tanto per vedere se la lobby di Big Pharma mi avrebbe trovato da mangiare!

Gli anni universitari fiorentini sono pieni e ricchi di impegni e tra un esame e un altro mi impegno in prima persona per i referendum del 2005 sulla procreazione assistita. Il mancato raggiungimento del quorum mi spinge a provare l’impegno anche dentro il sistema dei partiti attraverso la Sinistra Giovanile e i DS. Nel 2006 parto per l’Erasmus in Grecia, un’esperienza che mi porterò dietro con grande affetto per sempre e che mi ha spalancato la mente sul nostro futuro europeo. Nel 2007, ormai oltre metà del percorso universitario, vengo candidato in Consiglio Comunale in quota DS proprio mentre si consuma il matrimonio tra questi e La Margherita.

Il mio voto è contrario, così mi trovo fuori dal partito e mi trovo da solo le preferenze per entrare in Consiglio da Indipendente. La prima esperienza consiliare mi insegna tanto, anche grazie ai vari ruoli che vado a ricoprire nel corso dei cinque anni: capogruppo, presidente di commissione e presidente del Consiglio.

L’esperienza fallimentare del Governo Prodi e il ritorno di Berlusconi mi convince sempre più della necessità di una svolta verso una nuova politica e una nuova idea di Sinistra. Non guardo dentro al PD, anche se l’arrivo sulla scena di Ignazio Marino mi rende un po’ di speranza anche in quella parte politica. Nel 2009 mi laureo in CTF e decido, con ostinazione, di voler proseguire gli studi con un dottorato, che inizierò nel 2011 a Ferrara. Nel frattempo mi riavvicino molto al PD grazie alle nuove figure che emergono dalla sinistra del partito, come Civati e Marino, ma anche Bersani e Cuperlo.

Finisce così che nel 2011 riprendo la tessera e mi spendo a fondo fin da subito per cementare quella parte interna al partito, soprattutto a livello locale. Insieme a nuovi compagni fondiamo un giornalino di sezione, ristrutturiamo la sede per farne un luogo di ritrovo e ci impegniamo, in vista delle amministrative, per costruire un programma che arrivi dal basso, anche da persone non iscritte al partito. Così arriviamo anche a candidare una persona alle primarie per Sindaco e a far si che il nostro programma diventi quello del candidato vincente.

Nel 2012, anche se sono a metà del mio dottorato a Ferrara, vengo ricandidato in Consiglio e risulto il primo dei non eletti. Poco male visto che a Gennaio 2013 parto per la Francia dove trascorro tutto l’anno presso l’École nationale supérieure de chimie de Montpellier. Esperienza, come quella in Grecia, fantastica sia dal punto di vista personale che professionale. Al mio ritorno discuto la tesi di dottorato e come regalo mi rompo un crociato. In più entro in Consiglio Comunale per le dimissioni di una consigliera.

Riprendo così la mia attività consiliare, prima come presidente della commissione sport, cultura e sociale e poi di quella bilancio e affari generali. A livello nazionale invece le cose sono precipitate a causa dell’irruzione del mio compaesano sulla scena. Se dopo le primarie perse nel 2012, le elezioni politiche non vinte da Bersani, il Governo Letta, i centouno che hanno tradito Prodi, la scalata del partito e il celeberrimo #EnricoStaiSereno il clima era già molto teso, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le grandissimi cazzate fatte dal Governo Renzi nei suoi mille giorni. Dal Jobs Act alla Buona Scuola, dalla Riforma Costituzionale (poi bocciata dal referendum) allo Sblocca Italia, una serie di riforme nettamente liberiste e a favore della grande economia che hanno mandato in rovina milioni di italiani.

Ecco come mai, da più di un anno, ho lasciato il PD e ho aderito convintamente a Possibile; un movimento politico genuino, che si basa sulle idee e affronta i temi a muso duro, come dovremmo sempre fare. Senza paura e senza nascondere la testa sotto la sabbia.

P.S. Si, quello sono io con un paio di amici. io e Karl siamo molto legati.

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